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Salina di dolore.
C'è un cestino di fragole
che t'attende
qui da me.
Ti porto questo dono;
vengo a te,
piuttosto.
L'oro che ricevo
è il tuo dono più grande,
sono i tuoi denti,
che profumano
pesca
e frutta fresca.
C'è un cestino di carezze,
delicate carezze,
che t'attende
qui da me.
Dorsi di mandorle,
fragili morbidezze,
unici baci possibili.
Ti porto questo cielo,
blu cobalto,
come questo cerchio
di mare.
Salina è cielo e mare
Lentisco e Corbezzolo.
Salina è nelle reti,
trame umane,
colme di pagelli sole,
bestie che sbattono
opercoli sanguinanti
di morte certa.
È l'oro del mondo.
Qui.
L'oro che ricevo
sono le tue prime carezze,
le tue labbra morbide
succhiano miele
da questi spacchi.
Vento generoso!
Mi porta gesso nero;
c'è salsedine di schiume,
schiume che urlano
trafitte sulla scogliera.
Euforbia, Mirto,
soltanto gioia!
(L'isolano le raccoglie)
Il cuore lento batte
innanzi tanta bellezza.
Contrasti nel petto;
c'è la tua invecchiata bellezza,
occhi di verde smeraldo,
come la baia qui dietro.
C'è un cestino di fragole
che t'attende,
qui da me
Vola fin qui,
dolce amore lontanissimo.
Salina è vento e mare.
È sole,
e fragole.
Tutte per te.
Le servirò,
se necessario,
sul cuore che pulsa ancora.
Sulla lava scura
del mio dolore.
M.M. 08/04/2026